Cristo si è fermato ad Ed Alamein…

Riportiamo qui, in ‘bella’ come si soleva dir un tempo, le riflessioni   a caldo, solamente verbali, di un nostro lontano conoscente, spirito arguto e personaggio outsider giacché ebbe il privilegio sin a poco tempo fa di svolgere una professione, anticamente appellata come ‘piazzista’, ma che gli dette il quasi unico privilegio di scorrazzare in lungo ed in largo la Penisola italica,  procacciandosi la pagnotta per sbarcar il lunario ed allo stesso tempo acquisendo una invidiabile, profonda, conoscenza dell’Animus intimo del nostro popolo. Questo fu dovuto al fatto che il nostro personaggio fu tra i primi ad offrire una mercanzia rara quanto preziosissima e delicatissima: protesi ossee di fibra di carbonio. Questa particolare mercanzia gli permise di affacciarsi per così dire su una ‘terrazza’, sorta di ‘belvedere’ panoramico, più unico che raro nel panorama italico. Il perché è presto detto: la merceologia che propagandava, piazzava appunto, costituiva una sorta di autentico passepartout a destra e manca, al Nord quanto al Sud, tra gli sfortunati più miseri quanto, alla stessa stregua, tra gli abbienti più fosforescenti, dacché l’accidente, la sfortuna, l’incidente umano, purtroppo, non faceva e non ha mai fatto distinzioni di sorta. Stanco sebbene felice d’aver concluso il suo iter professionale ultra ultra decennale (era partito col lavoro nel 2ndo Dopoguerra) a chi gli chiedeva cosa aveva ‘portato a casa’ dopo quella lunga carriera, a parte le prebende del caso, rispondeva risoluto che aveva avuto una grandissima occasione, forse più unica che rara, di ‘leggere’ immergendosi profondamente sotto la scorza dell’animale umano italico come se fosse stato un entomologo in un vivaio affollato di insetti e simili. Siccome fu un racconto regalatoci noi ve lo (ri)raccontiamo intonso, così come lo abbiamo ricevuto, nel senso che ambasciatore in genere non dovrebbe portar pena. Chi avesse chiesto al nostro figuro una descrizione sintetica sebbene non grossolana, icastica insomma, quasi a mo’ di slogan, del vero volto del Popolo Italico si sarebbe sentito rispondere che quest’ultimo gli ricordava pressantemente il lazzo che vedeva contrapponentesi Epicuro ed Epitteto ove il secondo tacciava il primo in questa guisa: ʺQuesta è la vita che secondo te è apprezzabile: mangiare, bere, accoppiarsi, andar di corpo e russare.ʺ (libro II, Capitolo dei Discorsi, Epitteto). Chi non fosse azzittito, ammutolito all’istante dinanzi ad un giudizio così sprezzante, così tranchant, così impietoso e tracotante del carattere, della Stimmung della stirpe italica ed incalzasse ulteriormente il Nostro invitandolo a chiosare, a svolgere, a dipanare di più il tema, avrebbe avuto inizialmente punto soddisfazione ma con sua grossa sorpresa, nell’immediato prosieguo sarebbe stato invero travolto da una vera  e propria alluvione, tracimazione, di spiegazioni, di glosse, di esempi, di aneddoti che in qualche modo, a sua detta, ‘sostenevano’ e confermavano la stramba tesi del Nostro. Quindi scusandoci col lettore addossiamo ad onor del vero tutta la colpevolezza di prolissità alla immane verbosità del Nostro che dire incontenibile è dir nulla. Il lettore, sparuto quanto temerario, se avrà l’ardire di seguirci sino in fondo giudicherà da lui se sorbire questa filippica nazional-popolare, allo stesso tempo amara cicuta, avrà avuto senso o meno. Al lettore il rischio totale di addentrarsi in questa via senza ritorno alcuno. Inutile assai dire che al medesimo spetta l’onere di trovar col lumicino degno di un novello Diogene una via di uscita, di Speranza, da questa caverna abissale, che pare senza rimedio, in cui il Nostro prosaico Piazzista, come un volgare Caronte dei giorni nostri, ci sta trascinando ora, passo dopo passo, parola dopo parola, magneticamente, senza che noi adeguatamente ce ne rendiamo davvero conto.

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La Nascita della Tragedia Allucinogena

«Caro Direttore,

                           vorrei segnalarLe un libro che – conclusioni a parte – è singolare e interessante: Piovra gialla. La mafia cinese alla conquista del mondo, di Francesco Scisci e Patrizia Dionisio[1] […]. In questo libro si descrive e si documenta come le entità denominate Triadi abbiano raggiunto il quasi esclusivo controllo del mondo dell’eroina, e altre droghe e dispongano di mezzi finanziari enormi; e mentre già controllano l’economia di alcuni Paesi orientali (Cina comunista e Sudest asiatico), si siano saldamente installate anche in Usa, Gran Bretagna e Olanda – in Italia, Francia e Spagna siamo agli inizi – e, in conclusione, procedano speditamente alla conquista di buona parte del mercato mondiale.

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Mao Tse Dong, Il Grande Timoniere, il Fiume Giallo e certi Fiumi Carsici

Invero non c’è solo il ‘peso’ della filiazione di stampo Americano nel neo-neo-malthusianesimo della Carestia messo in atto dall’orrido orco, ‘Il Grande Timoniere’ – Mao Tse Dong – ma anche e soprattutto quella ‘pesantissima’ britannica. Tanto per dirne una, l’Inghilterra fu la prima nazione al mondo a riconoscere il costituito governo maoista. Per le scarsamente dubitabili parole di Palmiro Togliatti cogliamo la giusta misura di ciò allorché egli «[…] rispose a un parlamentare che aveva gridato “da Mosca!” alla sua famosa battuta “veniamo da lontano e andiamo molto lontano”, il Segretario del PCI disse ironicamente “no, da Londra […]» in Giancarlo Elia Valori, La via della Cina. Passato, presente e futuro di un gigante della storia,  Rizzoli, Milano, 2010,  pp. 13, 14.9780586068670-us