Cela vous rappelle quelque chose n’est pas?

Nell’annosa ricerca di diradare la coltre della disinformatia – Mistero primo e ultima Mistificazione più assoluta – le capacità mentali, anche le più raffinate possibilmente immaginabili riservate a certi individui particolari – non certo a noi – si ottundono, per forza di cose, dinanzi al muro specchiante del Potere Opaco, pena la quasi o totale perdita della sanità mentale, lucidità intellettuale che dir si voglia. Se s’avverasse quest’ultima condizione, per paradosso estremo, si darebbe null’altro che manforte tanto alla fenomenologia del Mistero quanto a quella strettamente imparentata alla Mistificazione, il che sarebbe la più palese autoconfutazione di ogni anelito di comprensione. Non solo abbiamo visto, più o meno en passant, stante al cosiddetto ‘eremita di Pechino’[1] che alfine è la sola ed unica Mistificazione di per sé il fine, ultimo, sovrano dell’Opera al Nero nihilista e non il Mistero giacché come insegna (purtroppo) il Guénon lungi d’essere il Mistero ‘discorribile’, soggetto quindi a chiosa, è solamente da intendersi come ‘inesprimibile’[2] tout court. Al riguardo ci ha colpito la lettura di due opere profondamente antitetiche l’una all’altra – Il pasto sacro. Dal cannibalismo all’ostia consacrata[3]  e poi La massoneria tra esoterismo,[4] ritualità e simbolismo. Studi vari sulla Libera muratoria[5] – ove in ambedue si pone l’accento in maniera  che noi riteniamo inequivocabile sulla totale gratuità delle ‘concrezioni’ dell’Ideologia del Regresso, della contro-etica dispiegata dal Nihilismo Totalitario che risponde e si incarna perfettamente nella sequela rutilante di sessioni terroristiche, non ‘spiegabili’ quindi, in ultima istanza, con la prova del nove classica, con il ‘a cui prodest?’ che, per altro, e come minimo da sicuramente una traccia non solo del Tao relativo, motu proprio, generante questi atti scellerati ma anche della ‘direzione’ a cui si vuol far tendere lo spazio psico-socio-geografico immerso in tali nefasti accadimenti.

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‘Dica tutta la verità e nient’altro che la verità!’

 §… Zsssth….: “Cos’era? Un crotalo? Gli ricordava tremendamente il sibilo sinistro del serpente a sonagli che si mostrava inalberato nel documentario d’antan proiettato alla Cornell University dove si vedeva Aby Warburg assistere al ‘rito del serpente’ nelle rare enclave di pellerossa sopravvissuti mentre celebravano il ‘ritorno al paganesimo’.

Entrò. Lo stavano cercando. Gli fecero cenno di affrettarsi. Varcò la soglia della smoking room presto inondato da nuvole dense di fumo di sigari pregiati. Lor Signori erano unici nei loro impeccabili smoking tirati a lucido: nessuna donna era ammessa. Lo zsssth… – il sibilo -, forse un cuscinetto usurato dal tempo, era emanato da un rabberciato proiettore Super 8 che girava in maniera rutilante e sapeva di rétro: pezzo trovato da un bric-à-brac. Nella sala un silenzio tombale. L’uomo che calcava la scena poteva essere il Commodoro stesso, intravisto approssimativamente nella vecchia pellicola piena di tagli e sgranata dei fotogrammi susseguentesi, magari, col beneficio di inventario, ritratto alcune taglie di pantaloni fa. Decisamente più giovane.

L’individuo, il Commodoro, o chi fosse davvero, mentre calzava una maschera di lattex nero, stava amputando la testa di una ragazza – incatenata ad un trespolo – con una specie di scimitarra: appena in tempo per veder il volto della ragazza stravolto da un rictus di paura e poi niente più. Acefala. Era uno snuff film.

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La Narrazione

Non si creda che il ‘tema’ scelto come baricentro investigativo di questa trilogia, l’esercizio della Mistificazione, sia un mero ballon d’essai, tanto che uno varrebbe l’altro… Purtroppo la realtà dei fatti, composta da schiere di impostori professionali, veri e propri chargé d’affaires della Menzogna Organizzata, i quali guadagnano sempre più terreno, ubiquamente, ci convince vieppiù che il terreno su cui sviluppare una critica della vita quotidiana è sempre più questo, sorta di teratologia applicata però all’ambito dei ‘prismi’ culturali.

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Il § nihil § della ‘SOCIETA’ nello ‘SPETTACOLO’ § del nihil §

Tranche di vie microscopica, poco più di un angström. Potremmo ‘imbastire’ forse la Storia della Fine, vale a dire la Rovina del Regresso come Fede Apologetica del Nihil, tra parentesi quadre le quali andrebbero a racchiudere l’Irruzione del Moderno, autentico cavallo di Troia – nel duplice senso di ‘urbanistico’ e di ‘peripatetica’ – nell’alveo della Civitas Dei – massacrandola – e la susseguente décadence di quest’ultima: il deliquio scompisciante del clown da circo di periferia, di quart’ordine: un asino spelacchiato a cui abbracciarsi, una pantera affetta da psoriasi e via di seguito… Storia della Fine, dicevamo, la quale risponde all’orrendo nome di post-Modern.

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Vulgus Vult Decipi, Ergo Decipiatur!

«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»

Da qualche parte nella Confederation Helvetique, suppergiù a Davos: forse invece a Sils Maria? Ma no, a Davos davvero… La porta socchiusa della Gran Sala lasciava intravedere fuggitivamente da una parete a specchi, in una serie di prismi d’immagini, una compagine assisa in quello che pareva un fumoir d’antan: une sacre fraternité nella penombra della boiserieune petite bande?

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Apocalypsis cum figuris…

Dacché ci peritiamo – a torto od a ragione non spetta noi a dirlo – di collimare l’enuclearsi delle Oligarchie Apocalittiche Tecno-Finanziarie[1] col concetto che sottende tutto ciò che è ‘iniziatico’[2] ed in certa misura ‘esoterico’ varrà la pena di riportare quello che scrive in maniera assai singolare un autore apparentemente  outsider – nondimeno non privo di dubbi agli occhi nostri ma tuttavia degno di attenzione – come Vittorio Mathieu a proposito di una holding finanziario-industriale nostrana, la FIAT,[3] ed un suo ipotetico intento appunto esoterico/iniziatico.[4]

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#WIKI-StupidiPEDIA per gli Addetti ai Lavori

Un Vopos – Cultore del Pensiero Unico Dominante – psicopoliziotto del Politicamente Corretto ha cassato il giusto e doveroso omaggio all’Eresiarca GIANNI COLLU: non possiamo non dedicargli questo lacerto… la Medaglia di Latta della WikiStupidità se l’è meritata a pieno titolo.

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Gianni Collu (Acqui Terme, Alessandria 20 giugno 1946; Acqui Terme, Alessandria Milano, 30 giugno 2016) è stato uno scrittore, traduttore ed eresiarca italiano. Cfr. https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_912_Per_Gianni_Collu.pdf

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Nato in piemonte sebbene col padre di chiare derivazioni sarde come testimonia il tipico cognome Collu ancora relativamente diffuso colà, a cavallo degli anni Sessanta e Settanta aderì alla Sinistra extraparlamentare in un’area di derivazione bordighista ed inispecial modo all’ala che concerneva tanto il cosiddetto gruppo Ludd quanto l’influenza che perveniva dalla Francia attraverso il movimento Situazionista.

In quegli ambiti ebbe contatti con Jacques Camatte il quale proveniva anch’esso da un’esperienza di marca bordighista. Assieme elaborarono un saggio intitolato Transizione, in “Invariance” serie 1, n°8, ottobre/dicembre 1969, che in qualche modo fu uno dei nuclei centrali da cui prese corpo il volume edito da Dedalo Libri nel 1973 intitolato Apocalisse e rivoluzione scritto a quattro mani con un intellettuale di allora, di primo piano: Giorgio Cesarano, poeta, saggista, sceneggiatore televisivo nonché antiquario, nonché mililitante in gioventà della X Mas.

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#SINTESI #ESTREMA

Sintesi estrema ed allo stesso tempo quintessenza sapienziale del Nichilismo Estremo Occidentale, lo abbiamo già esposto altrove ma solo succintamente e qui lo vogliamo ribadire ancora di più, è l’idioletto – il gergo dell’autenticità – del gangsterismo, del Malaffare. L’ erede contemporaneo del beccamorto Heidegger, anzi, accelerato al cubo, è il capocosca, il tenutario del racket, ignorante, semianalfabeta, il quale verga il suo essere ed il suo tempo con i pizzini, con le frasi smozzicate delle ‘ndrine calabresi. L’ oscurantismo oracolare di Heidegger –  trappole filosofiche pari a quelle con cui si impalano i pecari nella foresta vergine.

 

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