Les Jours obscurs de Gérard Lebovici

I cosiddetti Poteri Forti sono stati oggetto di vari close-up nel passato da giornalisti investigativi di grande valore e via via denominati sotto “etichette” quali Trilateral Commission, la Synarchie, Council for Foreign Relations, Opus Dei, Bilderberg, Round Table, Aspen, Pugwash e via di seguito. Noi ci accontentiamo di “riunirli” sotto una definizione che risponde al nome di Potere Oscuro, proprio per via della loro naturale peculiarità ad essere visti, o meglio, intravisti in maniera oscura, non chiara. Di ispirazione, in questo ci è stato il libro di Jean-Luc Douin, biografia di Gérard Lebovici: Les Jours obscurs de Gérard Lebovici, edito da Stock in Francia.

 

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La Crème de la Crème…

Da convenire o meno se in un passo del suo celeberrimo Uscite dal mondo, Elémire Zolla – Adelphi, Milano 1992 a pagina 470, ponga l’accento proprio su questa tematica, quando afferma: “[…] gli insegnamenti di Mauss sulla magia, sugli spostamenti di energia psichica che le pratiche magiche si propongono, specie mediante sacrifici cruenti [corsivo nostro]” e più in là, a pagina 472: “Non cessavano di trovare riscontri alla tesi che ogni società si regge su un sacro orrore […]”. Acutamente e sornionamente Zolla fa notare proprio in questa stessa, ultima pagina citata, che Mao Tse-Tung, acquattato tra le grotte di Shensi, non fosse per nulla distante dalle tematiche nihiliste foraggiate nella coltura (con la ‘o’) orrorifica de la merde de la crème d’oltralpe in cui commonwealthmen come Kojève, Bataille o Caillois incarnavano la parte dei negromanti.

 

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PER CHI SUONA [a torto] LA CAMPANA DEL COMPLOTTO ovverossia “LE CONVERGENZE PARALLELE” ovverossia “LE AFFINITA’ ELETTIVE”. Ma guarda un po’….

«Benché fosse un eremita, era certamente il più interessante e pittoresco degli europei del suo tempo in Cina»: così uno studioso cinese ha descritto Sir Edmund Backhouse a Hugh Trevor-Roper, il celebre storico, che per una singolare serie di circostanze si era messo sulle tracce della sua vita. Ma chi era Sir Edmund prima di diventare «l’eremita di Pechino»? Dopo l’indagine di Trevor-Roper, consegnata in questa appassionante biografia per enigmi, possiamo tranquillamente rispondere: era un geniale mistificatore, forse il più grandioso e sottile del nostro secolo.

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“SPACE ODDITY” ovverossia ODISSEA SULLA TERRA

Virale è virale e quindi non porremo nessuna addenda a quanto si conosce di di già. La ‘gossipazione’ tanto à la page essendoci estranea non ci fa curare se il quidam in questione abbia o meno gli occhi celestiali od i lobi delle orecchie appuntiti, sorta di memorabilia di Startrek e/o altre amenità del genere. Diremo soltanto che il carneade di cui sopra, proveniente come è ora ultranoto, dallo Spazio stellare, Iper-Uranico, è rimasto esterrefatto, a dir poco.

ROCKZZZ

Dotato, altresì cosa nota, di una sorta di Baedeker, di Bignami, di vademecum, insomma, alla mano, per farla semplice, non si raccapezzava più di toccar con mano, di constatare, ch’era atterrato, precipitato, sul Pianeta Terra da lui conosciuto, rinomatamente, per quello che fu la Grande Tradizione del Pensiero Occidentale e non potervi riconoscere, individuare, alcunché che gli rassomigliasse, non solo di uguale a quell’immagine ma neanche di lontanamente simile.

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Squadroni della morte, pedofili e psicopatici all’interno dell’Establishment Britannico

ARTICOLO OTTIMO!

ilsegnodeltempo

di Joe Quinn
Sott.net

Ven, 14 Aug 2015 19:55 UTC

Il 2 agosto, il giornale inglese Express ha riportato che le forze speciali britanniche si vestivano da jihadisti ISIS e svolgevano delle operazioni speciali in Iraq e in Siria. Descrivendo, stupidamente, la tattica come “poco ortodossa”, i giornalisti dell’Express hanno detto che “più di 120 membri del reggimento d’élite inglese si  trovano attualmente nel paese devastato dalla guerra“.

ISIS Toyota con targhe diplomatiche britanniche?ISIS Toyota con targhe diplomatiche britanniche?

Tale strategia può sembrare giustificata ai detentori del solo lato ufficiale del conflitto in Medio Oriente – dove quelli dell’ISIS sono i ‘cattivi’ e i militari Occidentali sono i ‘buoni’ – essendo convinti ingenuamente della benevolenza dei militari inglesi. Ma se vista nel contesto della storia reale dell’armata Britannica nelle ‘zone di conflitto’ nel corso del 20° secolo, questa storia assume una forma molto più sinistra.

Fermiamoci un attimo nel presente; l’affermazione secondo…

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IL SOMMO IMPOSTORE THEODOR WIESENGRUND ADORNO

Le (volute) dissonanze di un suonatore di tromba (dalle molte stecche). Non esiste strumento facile: tutti sono ostici a loro modo. Persino l’armonica a bocca che ha sembianze innocue presenta difficoltà di non poco conto ad essere padroneggiata con cognizione di causa. La tromba – in particolare ha una sua peculiarità di estrema difficoltà. Anche un orecchio ed una mente profana può risultar facile comprendere che già a partire dal fatto che la tromba ha solo tre tasti mentre le note da eseguire son dodici; non solo: la tromba è tra quei fiati che non è dotata di ancia come ad esempio i sassofoni ma solo di bocchino, una specie di piccolo imbuto in cui il suonatore insuffla l’aria e questo comporta che le note che il suonatore deve emettere sono provocate quasi esclusivamente dalla combinazione del moto labiale con la tecnica del controllo del diaframma ventrale e la movimentazione dei muscoli delle guance, il tutto sincronizzato con l’azionamento dei pistoni.

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“UMANO TROPPO UMANO”

In un altro passo, di un altro testo e precisamente ne L’impuro folle, Adelphi, Milano 1974, a pagina 78, Calasso riporta uno scampolo del diario del Presidente Schreber che recita così: “Come i sacerdoti di Xipe Totec, ma con l’inibizione occidentale che non ci permetteva di eccedere nello squarciare vittime […]”. Cosa lo differisce da queste seguenti parole con cui Totò Riina ordina l’esecuzione a freddo di alcuni infanti? nulla. Eccole riportate a pagina 188 nel libro Milano Ordina. Uccidete Borsellino. L’estate che cambiò la nostra vita, Longanesi, Milano 2010:

CattIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIura

“Sono malacarne, un giorno cresceranno e vorranno ucciderci per vendicarsi. Forse che a Sarajevo non li ammazzano?”. Due nichilismi apparentemente agli antipodi tra di loro condividono la stessa identica koinè.

Da SINFONIA DEGLI IMPOSTORI, gennaio 2016

LA #RELIGIONE DELL’#EROS E DELLA #NATURA

Imperocché il combattimento nostro non è contro sangue e carne, bensì contro i principati, contro le potestà, contro i sovrani delle tenebre di questo mondo, contro la malvagità spirituale ne’luoghi eccelsi.

Lettera di San Paolo agli Efesini, 6:12

Esergo in Il fantasma di Harlot, Norman Mailer, CDE, Milano 1991

                                                                                     ***

Corinaldo, Marche, Italia, dicembre 2018

Il pollice va sull’app dello smartphone: con un glissando, quasi in tempo reale, la pesante anta della libreria a tutta parete, una ricercatissima boiserie, si apre sino a far scorgere, quasi che fosse riluttante, un mega schermo. C’è l’ANSA online: Non si contano ancora i morti in un fuggi fuggi generale: un’esplosione di terror panico in una sede dello shivaismo industriale, una discoteca, durante uno schiamazzare dello sciamano elettrico dal nickname ‘Fava Ebbasta’. Sangue e lacerti umani dappertutto.

Teo Serré, massa di capelli bianchi ingarbugliati peggio della capoccia di Medusa, avvinghiati come serpi, ammiccò e chiuse la parete altrettanto silenziosamente di come l’aveva fatta sgusciar fuori. Aggiunse tra sé e sé: Shiva e Dioniso sono tra noi! Sono tornati!

Nel mentre il telefono squillò. Teo s’appropinquò lesto a ruotar la manopola del volume posta sul pannello frontale del preamplificatore giapponese, un esoterico progetto di Ashizawa Masaki a valvole. Stava diffondendo il Magnificat di Arvo Pärth da due mastodontiche casse a pannelli elettrostatici.

La voce dall’altro capo del server gli fece: Evola lo pubblichi? Lui rispose: No di certo! Troppo sulla Via della Mano Destra! Non ci interessa. L’altro incalzandolo: E Bataille, il filosofo escrementale? Di nuovo Teo: No! troppo grossier! L’altro, un po’ spazientito ma tentando di non farlo trasparire: Canetti? Teo ancora: Beh, la jena ridens di Canetti, ti prende alla giugulare, come si fa a non pubblicarlo?

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DO UT DES…

Ci si riferisce qui ovviamente a quella folta schiera di ‘geopolitici’, di aficionados del do ut des, degli esegeti della numerologia, ecc. ecc. la cui chiave di volta starebbe sempre e comunque nell’additare chi guadagna fattivamente, concretamente, da questo o quell’altro avvenimento social-politico, ancorché di matrice terroristica, non afferrando che il Mondo è mosso da ben altre forze, tanto telluriche quanto mitopoietiche, molto più imponenti di quello che rivelerebbe un fermo osservatorio entro un caveau bancario…

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