Parvus

«Ma Parvus sapeva benissimo, lo ricordava dal 1905, come nascono le sommosse. Per avviare uno sciopero, per eccitare gli animi e far scendere la gente in piazza non solo non è necessario ottenere il consenso della maggioranza, e neppure di un quarto, ma è perfino superfluo brigare per guadagnarsi un decimo della massa.

cropped-img_0020.jpgUn grido isolato e improvviso nella folla, un oratore al posto giusto, due o tre gagliardi, che levino il pugno o agitino un bastone, sono più che sufficienti per far rifluire in strada tutti gli operai di turno.  E c’erano poi i discorsi contro le autorità, le voci allarmistiche (che si trasmettono da uno all’altro con la facilità di una scarica elettrica), nonché i volantini da disseminare nei gabinetti, negli angoli dove si riunivano crocchi di fumatori, sotto le macchine: per tutti questi colpetti d’avvio, in una fabbrica di cinquemila operai, bastano anche cinque uomini che, in mancanza di chi lo faccia per convinzione, si possono sempre assoldare nell’osteria all’angolo: di postulanti disposti a tutto per quattro soldi facili se ne trovano sempre».  Aleksander Solženicyn, Lenin a Zurigo, Leonardo, p. 153

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