‘Kaly-Yuga’ versione web 2.0

Sin troppo noto – dall’antichità – è il significato di anabasi, questo viaggiare, questo doloso peregrinare, dalla costa verso l’interno, descritto magistralmente in quel capolavoro d’allegoria conradiana chiamato Cuore di tenebra: iter proteso a sfoltire la superficie opaca per cercare se non di capire, almeno di intuire da che parte spira il vento, senza essere frastornati dai meteorologi di turno, di cui non ci si può fidare, prezzolati come sono dal Potere di turno.

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Il suo contrario, altrettanto noto, è la catabasi: ‘espulsione’ verso la costa dal ‘centro’. Tutto questo per dire che per quanto ci si sposti in questa indagine, in questa analisi, dal discorso micrologico a quello macrologico e viceversa, ci si ritrova sempre quanto immancabilmente stagliati dinnanzi alla sequela imperniata su elementi quali il drogastico come religione del popolo; il pansessismo orgiastico[1] quanto ecumenico; la menzogna elevata a Credo Universale ed esercizio Quotidiano; l’eco-idiozia quale furore contro ogni cosa che non sia Animale; il sacrificio rituale[2] di innocenti  condito con l’effusione di sangue correlato; la neo koiné mondialista dell’ipertrofia delle Armi (dalla produzione, allo smercio, all’uso indiscriminato su tutti i fronti); a certa Musica come background evidente di sostentamento a quanto sopra. Tutti questi filoni di morte costituiscono la cerniera su cui sbatte nel nulla zen la popolazione del pianeta ad ogni folata di vento del Moloch dell’Ideologia more ferarum: le solite Camarille Iniziatico-Finanziarie.[3] Comunque proceda, per sentieri tortuosi o meno, lo scavo della talpa sotto i fronti del meno conosciuto, dell’insospettabile, va sempre a stagliarsi contro uno di questi elementi, o peggio, più di uno, segno inequivocabile che essi sono la ragnatela entro cui cogliere le mosche cocchiere del Capitale Iniziatico-Tecno-Finanziario[4] volte a perire con stolida determinazione. Continua a leggere

Les clercs de la traihson

Nel senso che il turbo-capitalismo – epifania veridica del Comunismo vetero-stalinista – dei giorni nostri si è basato sullo sfondamento di ogni remora, di ogni pudore, di ogni Legge, di ogni Stile, grazie all’azione di quella testa d’ariete che fu il movimento sessantottino, caterpillar atto a sfondare ogni argine contenitivo ed a far esondare la più infima feccia dell’Uomo-bestia sull’homo civicus, a ‘squirtare’ in faccia come ovviamente si mette in bocca alla pornodiva Valentina Nappi – ventriloqua telecomandata delle più viete tesi distruttive[1] – a chi ‘resiste’ alla Neo Barbarie e quindi la tratta degli esseri umani diviene la quintessenza per niente onirica del Capitale tecno-nichilista. Lo dimostra un interessantissimo – quanto sconosciuto, per lo meno a quanto ci consta – rapporto datato niente di meno che nell’anno 1910 a cura del ‘Central Bureau della Jewish Association for the Protection of Girls and Women’ e che testimonia gli atti (i quali vengono definiti Privati e Confidenziali invero) di un congresso tenuto nello stesso anno a Londra, con esponenti israeliti provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Romania, Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti, a suggellare l’importanza dell’avvenimento, e dal titolo Jewish International Conference on the Suppression of the Traffic in Girls and Women.  Presidente onorario è ‘tale’ Lady Rothschild, quindi non un quidam e nel consesso c’era pure un rappresentante ufficiale, il reverendo Dr. Gaster, del B’nei B’rith degli Stati Uniti, la potente massoneria ebraica.[2] All’apertura della prima sessione di interventi, al discorso di benvenuto a tutti i partecipanti il primo soggetto portato all’attenzione di tutti gli astanti è questo:

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«Che strumenti possono essere adottati per identificare che estensione ha la partecipazione di ebrei e di ebree nel traffico di ragazze e donne?».[3]

E più avanti a pagina 22 leggiamo:

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#Mediobanca #Clinton #Albert Camus

Abbiamo già avuto modo di ‘accendere un faretto’ come si disse ai tempi di Tangentopoli (fu detto invero un ‘faro’ su Mediobanca che però mai si accese…) sulla dubbia cricca dei Clinton[1] negli scritti precedenti ed è forse per questa ‘monotematicità’ che ci colpisce leggere che è proprio la coniuge di Bill Clinton, Hillary Rodham Clinton, a sentire quanto riporta Brian Blomquist nel “New York Post” dell’8 gennaio 2000 nel suo articolo ‘Hooker’ Panel Puts First Lady On The Spot citato sempre nel dossier Plundering Ukraine’s Women ad essere capo in testa di una coalizione di donne con il dichiarato scopo di affossare le leggi internazionali volte a contrastare il traffico di schiave del sesso con la scusante che tali schiave non sempre sono volte coercitivamente alla professione della ‘passeggiatrice’ e quindi se accettata liberamente deve essere liberamente approvata e non sanzionata in nessun modo. Come dire che se un elemento criminale non è forzato ad esserlo ma sente, di sua sponte, di voler abbracciare liberamente l’esercizio del Male, allora la società sorosiamente ‘aperta’, libertina et libertaria, dovrebbe assolutamente approvare questa ‘libera’ opzione e non sanzionarla. Et voilà! La sessantottina immaginazione al potere[2] è conclusa e conchiusa! Si è data la quadratura del cerchio! Rincara la dose il “Wall Street Journal”, il lunedì 10 gennaio del 2000 a firma di William J. Bennett e Charles W. Wolson nel pezzo The Clintons Shrug at Sex Trafficking sempre riportato nell’antologia Plundering Ukraine’s Women puntualizzando meglio che l’amministrazione Clinton ha prodotto evidenti manovre lobbistiche presso le Nazioni Unite per l’aperta adozione di un protocollo che assicurerebbe piena legittimità tanto alla prostituzione che alla pornografia hardcore. Ma non si creda che l’affaire della tratta delle donne sia un esclusivo effetto della Modernità.

È vero il contrario.[3]

[1] Su GoogleBooks si può vedere  ed acquistare un testo emesso dal Congresso degli Stati Uniti dal titolo Justice Undone. Clemency Decisions In Clinton White House, Volumes 1 and 2, United States Congressional Serial Set, serial number 14778, United States Government Printing Office, Washington, 2004, in cui viene – come dire? – posta la questione dell’incredibile perdono concesso dalla cricca dei Clinton a Marc Rich, ricercato dal governo degli Stati Uniti per un lasso di tempo significativo.

[2] Albert Camus con la preveggenza peculiare a certi tipi di artisti-scrittori fa dire al suo Caligola questa frase che negli anni Quaranta sorge a premonizione di tutto quanto sarebbe stato falso ed ingannevole negli stessi prodromi del movimento sessantottino: «Caligola – ragazzi miei: comincio a capire la virtù del potere. È qualcosa che va di pari passo con l’immaginazione. Da questo momento e per sempre la mia libertà è senza più limiti», da Caligola, di Albert Camus, Bompiani, Milano 1983, p. 9. Quindi non l’immaginazione al potere come predicava il Sessantotto ma il Potere – quelle delle Oligarchie Iniziatiche – stesso è Immaginazione (di Menzogna, di Mistificazione) che va a sfociare nelle apparenti, illimitate, libertà della debauche odierna.

[3] Già Marx era stato estremamente esplicito nel descrivere le atroci condizioni dei ragazzini asserviti al nascente sviluppo industriale inglese nel suo Libro Primo de Il Capitale, op. cit., pp. 278, 279, 280, 281, tanto da sostenere che le più crudeli fantasie dantesche fossero superate di gran lunga dall’opera di schiavismo messa in atto dai signorotti inglesi dell’epoca.

Quando la Finanza accenna il “Paso Doble” allora incomincia il Ballo Mascherato del Terrorismo Sintetico

“Va dato ampiamente atto al giovane autore nonché atipico, essendo per quanto ci consta non ‘figliato’ da questa o quella congerie politica, ideologica, gruppuscolare, partitica, ovverossia camarille varie, ecc. ecc. – Federico Dezzani –  che il suo tentativo di oltrepassare le strette misure peculiari ad ogni sito, compreso appunto il suo che risponde al nome: http://federicodezzani.altervista.org/ è ben riuscito concretizzandosi nel volume ora disponibile “Terra contro Mare: dalla rivoluzione inglese a quella russa.

Chi non avesse familiarità con i temi ed i tempi della Geopolitica Globalista – vedi le Rivoluzioni Colorate quanto telecomandate del Nord Africa o i subbugli spaventosi in Ucraina – che tanta mala tempora currunt fanno ‘imperversare’ sui nostri poveri destini coevi farebbe bene sia a leggerlo quanto soprattutto a studiarlo.

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Riuscito beninteso nei consueti, usuali, limiti che questa ricerca – come del resto la pletora di ricerche e ricercatori fioriti magicamente sul web che condividono la medesima, consonante, impostazione – non solo si porta appresso ma da cui è condizionata a priori, ab initio per così dire. Perché ab initio? Perché tutti questi studi, tutte queste prese di posizione, tutte queste analisi – di chicchessia: quindi il nostro metro di giudizio esclude d’essere ad personam – sono minate inesorabilmente, inequivocabilmente, da un ritardo storico tanto più inammissibile in quanto il target ultimo di tutti questi tentativi è proprio quello di colmar un ritardo storico, una menomazione nel racconto storiografico, un ‘qualcosa’ che è andato perso, che sta sotto le coltri, le pieghe della Storia ufficiale, mainstream. Si dirà: carta canta nel senso che molte, tante, di queste ricerche portano alla luce fatti, personaggi, registi, produttori, tecnici della ‘Luce’, fotografi di ‘scena’, costumisti, art-buyer, primattori, finanche comparse, sconosciuti o semi-sconosciuti. E’ vero. Concordiamo in questo, ma è una visione monca, tragicamente monca e come tale può anche portare ad un pervicace sviamento d’ottica che alla fine della fiera può farci correre il rischio d’accecarci ancor di più di quanto fa di già la Narrazione Mainstream che è giustamente vituperata da studi e studiosi appartenenti a questa impostazione in oggetto. Ed è monca in quanto nasce già vecchia; è un aborto ancor prima di veder la luce. Questo perché struttura l’Uomo e la sua Narrazione come fosse solo e soltanto homo oeconomicus e da ciò si evince che una porzione, una parte, dell’umanità si avvantaggia sulla parte restante: vero, ma di nuovo visione monca, troncata, parziale, sviante alfine. Ingannatoria in ultima istanza. Continua a leggere

Les Clercs de la Traihson

«Il traffico umano per scopi sessuali è un crimine che accade in tutto il Paese [la Svezia; N.d.T.] ma dal 2011 in poi lo si è registrato soprattutto nelle aree metropolitane. […] Durante il periodo 2008-2011 il numero di casi registrati di traffico umano per gli scopi più vari è accresciuto sia in Svezia che negli altri paesi della Comunità Europea. Come in altri paesi, i servizi sessuali in Svezia sono comperabili per lo più via Internet».[1]

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Questo stato delle cose, se tanto ci dà tanto, è la Nuova Frontiera, sorta di New Deal, dell’Illuminismo[2] progressista proiettato a scolpire a chiare lettere il nuovo codice, sorta di edizione 2.0, come si dice dei programmi software, della Feroce coeva Dea Ragione: la Libertà di fare quello che si vuole, la Fraternità di tradire ancorché ammazzare il proprio simile, financo il proprio Fratello e l’Eguaglianza degli schiavi agli schiavi loro simili nella massima Diseguaglianza possibile e mai registrata prima. Se l’antico Comunismo sovietico ad un certo punto si auto-ritrasse leninisticamente come il potere dei Soviet più l’elettricità, oggigiorno il Capitalismo Tecno-Nichilista – pura Ideologia more ferarum – nel suo ‘selfie’ si definisce come l’Aufklärung più il web versione 2.0. La circolazione marxiana del denaro da D1 a D2 si ottiene specularmente su due traiettorie destinate a delle convergenze parallele ove una di queste crea denaro da denaro nella finanza derivata iper-speculativa che è sostanziata dall’altra traiettoria che vede negli individui una massa totalitariamente sprecabile sia in qualità di schiavi-servitori che di consumatori softcore o hardcore che siano: a partire dalle baggianate soft, televisive quanto del web, sino alla merce hard delle droghe più o meno pesanti.

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Proto Fascista

Gli autori di The Children of Satana si spingono au bout de la nuit indicando in Tomás de Torquemada, il Grande Inquisitore, come il Grande Precursore del genocidio hitleriano contro gli ebrei, la cui figura fece, sempre secondo questi autori, da ispirazione cardine per Joseph de Maistre. Tanto che un autorevolissimo compagno di bagordi della Petite Bande delle Oligarchie[1] Internazionali Iniziatiche – Sir Isaiah Berlin – ebbe a definire de Maistre come il primo proto-fascista della storia.

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Pare, sempre a sentire gli autori di cui sopra, che negli anni Trenta in America si sia stretto un fortissimo sodalizio culturale tra una branca di quello che viene definito da essi come ‘Sinarchia’, sorta di mascheratura ennesima delle Gemeinwesen Oligarchiche[2] dominanti, movimenti nazi-fascisti allo statu nascenti in Europa, ambienti del Ku Klux Klan[3] a quei tempi incarnantesi in ambiti del cosiddetto Nashville Agrarian Movement (specie, per dirla in fretta, di pro-latifondisti…) e Last but not Least, la ghenga detta dei ‘Distributists’, sorta di neo-con ante-litteram.[4]

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Apokalypto o ‘della ferocia anti-umana’

«[…] gli agenti dell’intelligence e i membri delle sette hanno molto in comune. La segretezza è uno stile di vita tanto per la spia quanto per lo stregone: entrambi utilizzano codici e nomi in codice; entrambi pretendono di aver accesso a misteri inaccessibili generalmente al pubblico; entrambi affermano di essere in grado di influire su ciò che accade lontano, grazie alle loro speciali capacità e al loro potere; entrambi sono specialisti nella manipolazione della realtà; entrambi sono consapevoli che le cose non sono sempre come appaiono; entrambi sono spietati e spesso amorali o immorali quando perseguono i loro obiettivi. Quando una persona è capace di manipolare la percezione della realtà con tanta facilità, finisce col convincersi che la verità stessa sia qualcosa di malleabile; la conseguenza, era che i seguaci della setta e gli agenti di intelligence gravitassero gli uni verso gli altri e cercassero di imparare gli uni dagli altri».

Daniel Estulin, L’Istituto Tavistock. Controllo mentale e ingegneria sociale: gli oscuri meccanismi per sottomettere l’umanità, Macro Edizioni, Cesena, 2014, p. 51

#Arcaica Dimensione Isiaca

«È l’arcaica dimensione isiaca della “schiavitù erotica” femminile[1] come potere e potenza, già evocata nell’ Impuro Folle e fondamentale in Kafka, di cui “psicopompo è Bachofen”, “inventore e cantore” della lutae voluptates dello “stadio eterico della palude”».

Valentino Cecchetti, Roberto Calasso, Cadmo, Fiesole, Firenze 2006, p. 159

[1] Si badi bene: non solo femminile. Schiavitù ‘democraticamente’ dispensata a tutti i non iniziati, a tutti i deboli, i perdenti, gli assoggettati. Nel nostro testo precedente a questo veniva riportato il disprezzo totale del duo gay Auden e Spender verso la ‘merce maschile proletaria’ che doveva esser a loro completa disposizione. Ebbene anche l’arci-gay Gore Vidal, così intimo delle élites di potere liquidava come ‘merce’ i giovani proletari assoldati per scopi sessuali. Vedi Matteo Persivale, Ti prendo e ti porto via, “Corriere della Sera”, riportato in www.dagospia.com del 30 novembre 2015.

 

La congiura sacra #Prefiche #George Bataille #Untermenschen #Hume #Locke #Hobbes #Michel Foucalt #Inveramento #T.W. Adorno #Ku Klux Klan #Angela Pellicciari #Tito Maccio Plauto

Kojève fece da apripista colle sue celebri lezioni sulla ‘fenomenologia’ hegeliana tenute a Parigi con una sfolgorante lacerazione di un totem e di un tabù dell’intera Modernità e che costituiva il pilastro principe su cui s’era intessuto pervicacemente tutto il movimento illuminista: quello dell’Uguaglianza di tutti gli uomini.

Kojève sosteneva che:

 «[…] lo schiavo, arrendendosi alla schiavitù tramite ed a causa della paura della morte, diventa meno umano degli altri umani. Così nel corso dei secoli l’antica società costituita da nobiltà e schiavitù venne superata da una società di ‘tutti schiavi’: quella dell’era cristiana. Ed invece, finalmente, la ‘fine della storia’ diviene un’omogenea tirannia in cui ognuno riconosce l’altro come essere simultaneamente schiavo e padrone allo stesso tempo».[1]

Solo le prefiche dell’obnubilamento del Moderno[2] non permisero ai più di scorgere che invero nihl sub sole novi[3] in queste elucubrazioni luciferine kojeviane in quanto la sua tesi era il ricalco perfetto, millimetricamente pedissequo, delle prese di posizioni, ad esempio,  di George Washington – aperto massone quanto proprietario di schiavi – e di quella malagenia britannica che si esprime con Hobbes, con Hume, con Locke.[4]  Il bordone a quelle tematiche sbandierate dalle ‘nobili’ (sic!) bugie dell’Illuminismo[5] era che gli uomini dovevano esser ritenuti tutti paritetici, quindi per non far ‘saltar in aria’ il ragionamento logico si dovette riconoscere gli schiavi[6] allora esistenti come Untermenschen, vale a dire quali esseri al di sotto di un cane bastardo! Da notare che il corollario a ciò, tanto caro a Kojève, era quello della ‘violenza’ deflagrante quanto ‘liberatoria”: nel senso che liberava le forze più prossime alla feccia dell’uomo. In questo senso ammirava a tutto tondo personaggi quali Robespierre, Napoleone e Stalin. Sarebbe forzato traguardare quello che successe nei sanguinosi anni di piombo come by chance l’inveramento delle tesi kojeviane? Non lo sappiamo. Concordiamo che è solo una mera ipotesi, benché suggestiva. Fatto sta che un nume tutelare eletto a ‘pilastro di saggezza’ da tutte le accolite avanguardistiche del ’68 era niente di meno che George Bataille, guarda caso studente ‘profittevole’ e grande amico di Kojève. Bataille scrisse – tra le altre sozzerie – un volume apologetico verso un certo Gilles de Rais, un aristocratico dedito al sadismo pedofilo più abbietto: ci ricorda qualcosa di quanto avemmo a scrivere ne La Superficie Opaca a proposito dei gironi infernali allestiti in Belgio,[7] Lussemburgo[8] ed in USA da parte di un lurido circle, di una lurida noblesse – guarda caso ancora – intrecciato misteriosamente con accadimenti di stampo terroristico e di servizi? Naturellement pure il compagno di merende, philosophe Michel Foucault, echeggiò la psicopatica ricerca batailliana dedicando uno studio a Pierre Rivière, un folle che sterminò la sua famiglia con coscienza dei fatti criminali, e dunque oggetto di strenua difesa da parte dell’orribile Foucault. Ma non si cada – si faccia questa cortesia – nel banale tranello teso dagli specchietti per allodole ideologici, per additare il tutto come portato di una parte politica, quella sinistrorsa. Sarebbe niente di più sbagliato. Ci fanno notare infatti gli autori di The Children of Satana che Kojève in testa ed accoliti tenevano in gran considerazione un dubbio figuro – Joseph de Maistre – annoverato esponente della Destra, segno che anche la via della ‘Tradizione’ spalanca la porta dell’abisso infero, al pari di quella della ‘Rivoluzione’.[9] Le scogliere della Rivoluzione e della Tradizione sono spianate per accogliere gli stolti Lemmings – gli utili idioti di leninista memoria – che di gran carriera fuggono verso il salto nel vuoto.[10]

Ed è qui che ci si apre – se possiamo azzardarlo – un paragone tremendo tra il Nuovo Mondo contemporaneo e quello dell’Antichità con il massimo comun denominatore dato dalla riduzione in schiavitù del genere umano. Continua a leggere

Zhuzai o degli “Human Pigs”

«La cultura è stata così trasformata, passo dopo passo, attraverso la matrice perversa, all’insegna dell’eros, che attualmente ritiene ‘politically correct’ la tirannia esercitata con la tolleranza verso l’abuso di stupefacenti, perversioni sessuali, glorificazione della violenza, ecc. Per i rivoluzionari “anti-autoritari” della Scuola di Francoforte[1] l’antidoto necessario contro la civiltà giudeo cristiana occidentale era la sua distruzione dall’interno, infettandola di necrofilia».

Claudio Celani, L’utopia di un mondo libero dal ‘rischio nucleare’, di, in “Movimento Internazionale per i diritti civili Solidarietà”, Anno XII, n. 3, dicembre 2004, 1976, p. 27

«La peggior ingiuria fu l’usanza di marchiar a fuoco sul petto degli schiavi africani un marchio, un logo si direbbe oggi, della Corona Britannica a segno che uno schiavo non fosse più una persona, ma una commodity, una mera merce».

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Ronald Segal, The Black Diaspora, Faber & Faber, London, 1995, p. 30

[1] Scuola di Francoforte – da notare – che ha un netto, riverberato, parallelismo con la società segreta Collège de Sociologie, capeggiata dall’inquietante figura di Georges Bataille, come fa rilevare del resto, francamente, un suo esegeta:  Roberto Esposito; cfr. Georges Bataille, La congiura sacra, Bollati Boringhieri, Torino, 1997, p. XIII.