Vulgus Vult Decipi, Ergo Decipiatur!

«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»

Da qualche parte nella Confederation Helvetique, suppergiù a Davos: forse invece a Sils Maria? Ma no, a Davos davvero… La porta socchiusa della Gran Sala lasciava intravedere fuggitivamente da una parete a specchi, in una serie di prismi d’immagini, una compagine assisa in quello che pareva un fumoir d’antan: une sacre fraternité nella penombra della boiserieune petite bande?

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Apocalypsis cum figuris…

Dacché ci peritiamo – a torto od a ragione non spetta noi a dirlo – di collimare l’enuclearsi delle Oligarchie Apocalittiche Tecno-Finanziarie[1] col concetto che sottende tutto ciò che è ‘iniziatico’[2] ed in certa misura ‘esoterico’ varrà la pena di riportare quello che scrive in maniera assai singolare un autore apparentemente  outsider – nondimeno non privo di dubbi agli occhi nostri ma tuttavia degno di attenzione – come Vittorio Mathieu a proposito di una holding finanziario-industriale nostrana, la FIAT,[3] ed un suo ipotetico intento appunto esoterico/iniziatico.[4]

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#WIKI-StupidiPEDIA per gli Addetti ai Lavori

Un Vopos – Cultore del Pensiero Unico Dominante – psicopoliziotto del Politicamente Corretto ha cassato il giusto e doveroso omaggio all’Eresiarca GIANNI COLLU: non possiamo non dedicargli questo lacerto… la Medaglia di Latta della WikiStupidità se l’è meritata a pieno titolo.

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Gianni Collu (Acqui Terme, Alessandria 20 giugno 1946; Acqui Terme, Alessandria Milano, 30 giugno 2016) è stato uno scrittore, traduttore ed eresiarca italiano. Cfr. https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_912_Per_Gianni_Collu.pdf

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Nato in piemonte sebbene col padre di chiare derivazioni sarde come testimonia il tipico cognome Collu ancora relativamente diffuso colà, a cavallo degli anni Sessanta e Settanta aderì alla Sinistra extraparlamentare in un’area di derivazione bordighista ed inispecial modo all’ala che concerneva tanto il cosiddetto gruppo Ludd quanto l’influenza che perveniva dalla Francia attraverso il movimento Situazionista.

In quegli ambiti ebbe contatti con Jacques Camatte il quale proveniva anch’esso da un’esperienza di marca bordighista. Assieme elaborarono un saggio intitolato Transizione, in “Invariance” serie 1, n°8, ottobre/dicembre 1969, che in qualche modo fu uno dei nuclei centrali da cui prese corpo il volume edito da Dedalo Libri nel 1973 intitolato Apocalisse e rivoluzione scritto a quattro mani con un intellettuale di allora, di primo piano: Giorgio Cesarano, poeta, saggista, sceneggiatore televisivo nonché antiquario, nonché mililitante in gioventà della X Mas.

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#SINTESI #ESTREMA

Sintesi estrema ed allo stesso tempo quintessenza sapienziale del Nichilismo Estremo Occidentale, lo abbiamo già esposto altrove ma solo succintamente e qui lo vogliamo ribadire ancora di più, è l’idioletto – il gergo dell’autenticità – del gangsterismo, del Malaffare. L’ erede contemporaneo del beccamorto Heidegger, anzi, accelerato al cubo, è il capocosca, il tenutario del racket, ignorante, semianalfabeta, il quale verga il suo essere ed il suo tempo con i pizzini, con le frasi smozzicate delle ‘ndrine calabresi. L’ oscurantismo oracolare di Heidegger –  trappole filosofiche pari a quelle con cui si impalano i pecari nella foresta vergine.

 

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L’Eremita di Pechino come Archetipo: L’Ombra

«Osservare che, proprio a partire dalla vicenda Calvi-Ambrosiano, l’alleanza tra la Chiesa e grande capitale sia un fatto storicamente acquisito, comporta conseguenze preoccupanti. […] ovvero l’affermarsi nella società […] di forme di capitalismo criminale e di forze imprenditoriali che non disdegnano il rapporto con ambienti mafiosi»

Ferruccio Pinotti, Poteri forti. La morte di Calvi e lo scandalo dell’Ambrosiano. La nuova ricostruzione delle misteriose trame della finanza italiana, Bur, Milano, 2005 pp. 367, 368

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«[…] Il crimine organizzato è intrinseco al capitalismo, un fenomeno che è complementare ad esso piuttosto che essere in conflitto con esso»

Nick Alexandrov, The Dea and the Sinaloa Cartel, in “Counterpunch”, online, accesso del 20 gennaio 2014

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Blood on the Altar ovverossia Le Ninfe e la Follia Dionisiaca

«Il ruolo svolto dal camouflage nell’universo gnostico spiega perché i “nuovi catari” non si riconoscono nella descrizione che i non credenti fanno della loro esperienza […]. In essi opera una potentissima censura che ha la funzione di bloccare sul nascere certe domande e certi pensieri e di respingere ogni tentazione che vien dall’esterno sotto forma di dubbio o di critica. In questo senso si può dire che il rivoluzionario gnostico è condannato alla malafede, cioè a vivere in modo che certi tratti dell’Impresa non appaiano mai per quello che sono o siano addirittura furiosamente negati. Insomma la fede dell’attivista gnostico […] è possibile solo sulla base di una “menzogna organica”, inconfutabile dato che coincide con il suo essere […]. Si può perciò definire lo gnostico moderno un “visionario” (nel senso precisato da Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, Mondadori, Milano, 1970, vol. II, p. 149). Egli mente soprattutto a sé stesso poiché ha un bisogno nevrotico di credere nell’imminenza di uno sconvolgimento storico-universale […]»

Luciano Pellicani, I rivoluzionari di professione. Teoria e prassi dello gnosticismo moderno, Vallecchi, Firenze, 1975, p. 198

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#In ricordo di GIANNI COLLU

Gentile Danilo Fabbroni,

                                         non ho memorie o cose simili legate alla figura di Gianni Collu. Ho una piccola memoria che fa riferimento al fatto di averlo visto  (eravamo attorno al Sessantotto) nell’Aula V della Facoltà di Lettere e Collu assieme a  Poggi (o Poggio?) era intento a tradurre (dal tedesco?) qualcosa, qualche  testo, che però non ho la minima idea di che testo fosse. Dopo di che,  anni dopo, avendo chiesto a un amico di Acqui su Collu ho avuto come risposta che, se  volevo vederlo e incontrarlo, mi conveniva andare alla Messa del  pomeriggio nella Chiesa … non ricordo quale, la chiesa che è in Corso  Bagni. Infine ricordo di essermi affacciato  (era due-tre anni fa) dal  balcone di casa  e di aver appreso da un manifesto di  annuncio di morte la notizia della scomparsa di Collu.

Con un caro saluto,

Luigi Surdich

 

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Giorgio Cesarano, Gianni Collu “APOCALISSE E RIVOLUZIONE”, Dedalo ed., Bari 1973!

Pochi anni, e lo spirito della stampa underground ha mostrato la sua intrinseca debolezza: d’essere, come ogni “spirito”, connaturato al potere degli spettri. C’è un modo di rappresentarsi liberati che svela un “underground” in più nella prigione. C’era da aspettarselo: quella “giovinezza”, così immaginifica, creativa, liquidatrice di “cose”, […] digiunatrice, è già il modello ideale della Civiltà della Carestia. Si profila la fine del proibizionismo per le droghe leggere, mentre le droghe pesanti alimentano il profitto di un capitale mafioso […] la via della droga è il secondo canale sul quale il potere preme perché si intubi la lava della sovversione. “Politici” e drogati sono i nemici che piacciono alla CIA.

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