Apocalypsis cum figuris…

Dacché ci peritiamo – a torto od a ragione non spetta noi a dirlo – di collimare l’enuclearsi delle Oligarchie Apocalittiche Tecno-Finanziarie[1] col concetto che sottende tutto ciò che è ‘iniziatico’[2] ed in certa misura ‘esoterico’ varrà la pena di riportare quello che scrive in maniera assai singolare un autore apparentemente  outsider – nondimeno non privo di dubbi agli occhi nostri ma tuttavia degno di attenzione – come Vittorio Mathieu a proposito di una holding finanziario-industriale nostrana, la FIAT,[3] ed un suo ipotetico intento appunto esoterico/iniziatico.[4]

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Così scrive il Mathieu in una sua nota alle pagine 46 e 47 de La voce, la musica, il demoniaco edito da Spirali edizioni, in quel di di Milano nel 1983, trattato di musicologia quanto mai appropriato con il ‘taglio’ dello studio presente: «Fiat è la parola per eccellenza. La parola che fa essere, la parola della creazione. Quella che ‘era al principio, secondo l’inizio del Vangelo di San Giovanni […]. Quando il nome FIAT fu dato alla ‘Fabbrica Italiana Automobili, Torino’ una nuova possibilità si aprì allo stabilirsi del nesso omen-nomen. Nessuna meraviglia, quindi, se si constata se chi controlla quel complesso sente di detenere le chiavi del bene e del male e lo annunzia attraverso gli organi di stampa del complesso medesimo, “La Stampa” e “l’Espresso”: tipici organi dell’annunzio di una salvezza gnostica dell’umanità, quale troviamo (l’annunzio, non la salvezza) anche in associazioni internazionali come il ‘Club di Roma’ o la ‘Trilateral Commission’. La gnosi […] ha nel mondo moderno un’influenza senza precedenti […]. Ma l’interpretazione gnostica cancella questa differenza, perché cancella la differenza tra il ‘creatore’ e ‘l’ordinatore’ della natura, nel senso del passo di Adorno ed Horkheimer che citeremo tra poco: cioè tra Dio e l’uomo, progenie di Dio e Dio lui stesso, che ha bisogno soltanto di riconoscersi, avendo dimenticato di esserlo. L’autokìneton come automobile, perciò è divenuto nella civiltà contemporanea quello che Jung chiama un ‘archetipo’ e un archetipo tipicamente gnostico».[5]

[1] Capiamo il lettore che stenta talvolta a dar un ‘volto’, a figurarsi in ‘carne ed ossa’ ciò che sottende una definizione vaga, apparentemente approssimativa, come quella delle Oligarchie che noi spesso impieghiamo. Lo abbiamo detto più volte nel passato ma giova ripeterlo: a noi non interessa porre etichette facilone, grossier, come quelle che certuni usano a mo’ di richiamo per allodole onde intercettare la (dubbia) curiosità di una schiera di lettori. Ci riferiamo a termini subdoli quali ‘gli Illuminati’ e via di seguito. Ci si muove in campi già troppo oscuri, contornati da sabbie mobili, per esser certi di stilare un Who’s who del Potere Opaco. Molto meglio accennarne di aver visto forse di profilo, a mo’ di sagoma, la sua ‘ombra cinese’, la sua configurazione vaga, certi atteggiamenti, certi élan, certe suggestioni impresse alla Storia. Ma per puro esempio si potrebbe forse pensare che la salonnière Maria Furtwängler, pronipote di Wilhelm Furtwängler, finanziatrice della ONG Jugend Rettet e della loro nave Iuventa, abortista convintissima, coniuge di Hubert Burda, tycoon dell’editoria tedesca, sia l’epitome quasi perfetta di queste Oligarchie. Vedi Dietro la ONG Jugend Rettet c’è la miliardiaria, a firma Giulio Meotti, “il Foglio”, riportato da www.dagospia.com, 5 agosto 2017.

[2] Chi nutra ancora dubbi per altro legittimi sulla coesione dei concetti di oligarchia, finanza, regime iniziatico, dominazione tecnocratica, volontà di potenza apocalittica, neo-malthusiana, si vada ad esaminare, esempio tra i tantissimi a disposizione e di cui si son riportate plurime testimonianze da parte nostra nei lavori precedenti, il caso di Gordon Wasson noto per aver sdoganato al grande pubblico, il parco buoi, la cultura allucinogena dei funghi sacri dalle pagine niente di meno di “Life” , fine anni Cinquanta. Costui era allo stesso tempo presidente del Council on Foreign Relations nonché vicepresidente della banca J.P. Morgan…

[3] Addenda. Ai più il concetto delle convergenze tra Oligarchie, sfera dell’Iniziazione, mondi degli Imperi Tecnocratici, Potenze Denarili Mercantili, quasi certamente parrà impervio e lo si può capire. In realtà è meno astruso di quanto si possa credere. Ad esempio a proposito di mondo FIAT, Marella Agnelli nel suo La signora Gocà, scrive alle pagine 191 e 192, che Allen Dulles, uno dei più famigerati metteur en scéne dell’O.S.S., era niente di meno che cugino di sua madre. Nel buen ritiro elvetico – il Roncaccio – della famiglia della moglie di Gianni Agnelli si ospitava un Ugo La Malfa, Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, Raimondo Craveri. Naturellement il librettino è edito da Adelphi, Milano 2015.

[4] Non dovrebbe sorprendere per nulla – come dire? – la ‘contiguità’, la vera e propria consustanzialità, l’assiemarsi tra universo imprenditoriale e ‘sottomondo’ dei Servizi: USA docet! Il dossier messo assieme da Laton McCarthy nel suo magistrale Friends in High Places. The Bechtel Story. The Most Secret Corporation and How It Engineered the World, Ballantine Books, New York, 1988, sulla Bechtel, compagine americana leader per decenni delle più mastodontiche costruzioni edili nel mondo, dimostra ampiamente come in seno a questa impresa abbiano agito plurimi personaggi dell’Intelligence americana, intessendo, tra l’altro, una fittissima rete relazionale tra USA e alte sfere saudite. Da notare che uno degli ultimi reggitori della ditta fosse un adepto del club Bohemian Grove ove, pare, sia sorto il cosiddetto Progetto Manhattan che sfociò nella realizzazione della prima bomba atomica statunitense, p. 13, op. cit. Interessante notare che la lobby di potere incentrata sullo strapotere della Bechtel fosse di nettissima impronta antisemita a dimostrazione ulteriore di quanto andremo a riportare a proposito del testo The America’ Great Game. Cavalcare gli ‘opposti estremismi’, gli ‘errori contrapposti’, ad esempio Russia zarista e sovversione bolscevica, oppure, comparto pro-israeliano in Medio Oriente quanto quello pro-arabo e via di seguito, è la quintessenza della trama della Mistificazione.

[5] Si veda a questo proposito l’interessantissimo studio il cui titolo è riportato in calce nelle Tracce di Michael Fagenblat sulle interelazioni tra franksimo e Scuola di Francoforte.

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