#Marco Belpoliti …Chissà che non ci siano stati pure loro…

Un davvero interessante quanto sorprendente, considerato dalla fonte da cui proviene, insight ce lo consegna Marco Belpoliti dalle colonne de “la Repubblica” online del 25 agosto 2017 – riportato da www.dagospia.com con la solita sagacia – sotto il titolo No Drugs No Future. Nell’articolo si riconosce che l’ecstay è stata un prodotto elaborato non tanto da raffinerie clandestine di prodotti stupefacenti ma quanto da una multinazionale della chimica ‘perbene’ e cioè la Merck di Darmstadt, in Germania. Non solo. Una reviviscenza di tale sostanza la si ebbe con un altro gigante della chimica mondiale e cioè la Dow Chemical Company.  Non finisce qui: il Boston Group viene creato appositamente per – come dire? – gestire la diffusione e la promozione di questa sostanza allucinogena. La strada dell’ecstasy viene facilitata a dismisura dal fatto che essa è veicolata dagli ambienti gay (sempre parole di Belpolito) nelle discoteche di New York e di Chicago (ci chiediamo quanto esse fossero indenni da infiltrazioni nettissime del crimine organizzato) nonché dai discepoli di Osho: la saldatura più che perfetta tra ambienti occultisti para-esoterici, grande Capitale Internazionale, massoneria pederasta globalista, crimine organizzato. Manca una sola testa di turco all’appello per lo Scacco Matto: i Servizi…. Chissà che non ci siano stati pure loro.

Minima-moralia-Einaudi

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